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L’ansia rovina le giornate di sole

palcarignano

L’ansia rovina le giornate di sole

Da sempre l’anno, per me, comincia a settembre. Tutti i progetti, i cambiamenti, gli slanci partono in autunno. Gennaio è l’inizio dei numeri, delle cose, della testa. Settembre è l’inizio dei sentimenti, delle idee, del cuore.
Solo che poi le idee camminano con i piedi delle persone, come ci insegna Marx. E allora ecco che i progetti si impastano con le cose pratiche: le scatole di un trasloco, i mobili vecchi e malconci da portare via, il conto assottigliato dopo l’estate.
Ed è qui che si annida la peggiore nemica: l’ansia di fare la scelta sbagliata, la paura di non avere abbastanza tempo, la preoccupazione per il futuro. Tutte queste cose pesano, Un po’ come quando si organizza una festa e pochi giorni prima viene il panico perché non ci sono abbastanza sedie, Pippa è celiaca e Pluto vegano e forse non mangiano abbastanza, ma chi me l’ha fatto fare, etc…
L’ansia rovina il bello di fare una festa. Come la fretta rovina le giornate di sole.
Qualche giorno fa mi si è mescolato tutto e non mi ritrovavo più. Allora ho cambiato prospettiva. Ecco 3 cose che ho fatto e sto facendo che per non entrare nel circolo dell’ansia e godere di quello che succede al di là della fatica:

1) non dimenticare che la bellezza esiste, anche se hai le mani e le narici immerse nella polvere di una cantina. Anche se quelle bollette di 15 anni prima e i cedolini del primo stipendio fanno effetto. A me ha cambiato molto prospettiva fare scatole ascoltando musica classica, in particolare violoncello. Provare con Yo-Yo Ma che suona élégie opus 24 di Gabriel Fauré. Ma va bene anche il rock, l’elettronica o la salsa, se piace.

2) io non sono le cose che faccio. In non sono le sensazioni che provo. Io non sono la fatica nella schiena. Anche. Ma non solo. A me aiuta fare una pratica di yoga dinamica, in un centro o scegliendo un vinyasa flow dai tanti che si trovano su internet. Ecco lì esco dall’essere solo prakriti, solo materia e respiro un po’ di atman, di trascendenza. Mentre il respiro mi allunga la colonna vertebrale e fa spazio fra le idee.

3) Preservarsi. Ritagliare spazi di relax. Perché, se è vero che concentrandosi sulle cose da fare finiscono prima, il piacere di una tazza di tè, una telefonata con un amico, una pizza con un’amica, aiutano a non farsi triturare.

Anche scrivere questo post può funzionare.

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