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Il lago dei cigni ma in stile Trockadero, danza e parodia

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Il lago dei cigni ma in stile Trockadero, danza e parodia

Su La Stampa, 16 ottobre 2014
http://www.lastampa.it/2014/10/16/cronaca/appuntamenti/il-lago-dei-cigni-ma-in-stile-trockadero-vsFRWkmBguPwvcVsJgwsmN/pagina.html

Mettono d’accordo tutti. Piacciono a chi ama il balletto e a chi non sopporta punte e tutù, a chi ama ridere delle cose serie e a chi prende con serietà le cose buffe. Sono i Trocks, come vengono affettuosamente chiamati, i danzatori di Les Ballets Trockadero de Monte Carlo. La compagnia newyorkese di soli uomini en travesti che mette in scena in chiave parodistica la danza classica. Stasera al Teatro Nuovo, primo appuntamento della rassegna «Il gesto e l’anima», festeggiano i 40 anni con un repertorio di assoluto divertimento: «Il lago dei cigni», la storia di Odette trasformata in cigno, il classico dei classici con spunti imprevedibili, il Pas de Six da Esmeralda, Paquita e un Pas de deux a sorpresa.

Come gli struzzi
Tecnicamente perfetti, uniscono all’abilità nella danza e al rispetto delle coreografie di Ivanov e Petipa, la voglia di giocare con i ruoli e le manie delle ballerine, un po’ come fanno gli struzzi di «Fantasia» di Walt Disney. Ecco allora la diva disposta a tutto pur di essere davanti alle altre, la superegocentrica, l’instabile, la ritardataria. Ed ecco cigni, silfidi, spiriti e principesse fra voglia di andare verso l’alto e il richiamo ineluttabile della forza di gravità, fra ciglia, tulle e ombretti. Il tutto nel rispetto di coreografie impeccabili e divertenti, mai ridicole.

Fra i danzatori c’è anche Raffaele Morra, che ha ballato per sei anni nella compagnia del Teatro Nuovo. «Sono di Fossano – racconta – ma ho studiato al Teatro Nuovo quando non esisteva il liceo coreutico ma la scuola di perfezionamento. Poi, nel 2001, sono approdato ai Trockadero. Per me tornare a casa è emozione. Già nel 2004 ero emozionato ed erano passati solo tre anni. Dal mio paese hanno organizzato i pullman con almeno 150 persone tra maestri e allievi».

La voglia di sorridere
La chiave del successo dei Trocks non è certo un segreto. «Lo spettacolo è divertente e garbato, non scade mai e non è mai scontato. Facciamo sorridere quelli che ridono della danza e anche i ballettomani, perché colgono sfumature diverse». Una compagnia divertente vista da dentro come anche da fuori. «È proprio così. La danza contemporanea è spesso scura, impegnativa, intellettuale. Quando ho visto i Trocks ho notato che la gente usciva dal teatro sorridendo e con la voglia di tornare, e in quel momento ho capito che quel tipo di rapporto diretto fra pubblico-artista era proprio quello che stavo cercando».

Quella dei Trocks è una compagnia di danza classica con caratteristiche specifiche. «Ci sono gruppi in cui il corpo di ballo diventa un tutt’uno, quasi un insieme di automi. Invece per noi è importante mantenere viva la personalità di ciascuno. Ad esempio gli otto cigni in scena rappresentano otto tipi diversi di cigno. Esteticamente siamo insieme, ma le caratteristiche di ognuno sono accentuate e valorizzate». Sulla cosa più emozionante Raffaele Morra non ha dubbi: «Gli amici che mi hanno chiesto una foto con tutù, punte e ciglia finte».

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