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Le cose che ho imparato da Paola: grazie maestra!

Un grande maestro, si sa, è quello che riesce a tirare fuori il meglio di te. È quello che capisce le tue potenzialità e ti aiuta a esprimerle. Quello che con pacche sulla spalla o critiche severe o sorrisi ti insegna a trovare la tua via, spargendo raggi di luce su un cammino quando a te sembra ancora buio.
Un vero maestro è quello che non vuole che diventi un suo clone, ma che fa di tutto perché tu diventi migliore di lui. Senza invidia e con tanta generosità.
Paola Ziliotto era così. Sono stata sua allieva per due anni, poi da animo inquieto quale sono, ho sentito l’esigenza di imparare altro. Mi ha suggerito di provare e sperimentare. E così ho fatto. Poi sono passata alla danza afro e poi indiana e ora alla capoeira. Ma questa è un’altra storia.

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Dark Shadows: Johnny Depp e Tim Burton, il richiamo del sangue

Il pallore di Willy Wonka, le mani allungate e armate di Edward mani di forbice, l’eleganza dandy e d’altri tempi del Cappellaio matto. Così si presenta Barnabas Collins, interpretato da Johnny Depp, in Dark Shadows di Tim Burton.
Il viaggio del regista fra gli esclusi dall’aspetto mostruoso e dal cuore tenero e, a volte dal cuore mostruoso e dall’aspetto tenero, continua. A ogni film sembra accogliere i precedenti e arricchirli di nuova linfa, sangue in questo caso: alla ricerca di una famiglia a cui appartenere, di una casa in cui sentirsi amati, di un cuore a cui legarsi. Senza poter scappare dalla propria natura, spesso crudele. E non per scelta.
Dark Shadows è una serie tv di moda dal 1966 al 1971 proposta sul grande schermo dal regista visionario che coglie l’occasione per accompagnarci nella sua cinematografia e, come sempre, nella nostra anima. E lo fa in modo divertente, magico, catturandoci nel suo mondo di visioni incantate.

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Il castello nel cielo: diventare grandi fra sogni e città volanti

I film di Hayao Miyazaki sono sempre un viaggio: nelle emozioni, nella fantasia, nei sentimenti puri dei piccoli (spesso i protagonisti sono bambini) nella visionarietà, nel potere dei sogni.
Il castello nel cielo, oggi nelle sale, è un film di animazione del 1986 ma non è datato affatto, se non per la musica un po’ troppo di arredamento.
Già dai titoli di testa siamo proiettati in un mondo di castelli volanti, città affascinanti, antiche civiltà scomparse. Sembra di vedere volare sotto macchine ed eliche Machu Picchu, Angkor Wat, e la Pandora di Avatar.

Mestre Pelè

Festival Senzala con Mestre Pelè: a capoeira que vem do coraçao

Mestre Pelè ha il sorriso leggero di chi prende la capoeira con la massima serietà. Di più. “La capoeira è la mia vita” racconta.
Nato a Rio de Janeiro, è in Europa, prima in Portogallo e poi in Italia, da 10 anni. Per questo insieme al 5 Festival Internazionale Capoeira Senzala, cominciato oggi e che continua fino a domenica 29 aprile festeggerà anche il suo compleanno europeo.
Durante la settimana rode di capoeira, ma anche tanto altro: jongo, antico ballo popolare il cui l’ombelicata, il colpo di ombelico della coppia è il protagonista, maculelè, la danza dei bastoni, canto e musica.

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Diaz: un pugno nello stomaco accende la rabbia. E diventa cinema.

Un cazzotto nello stomaco. Un film che lascia doloranti. E arrabbiati. Molto arrabbiati. Che la si viva come il giornalista (Elio Germano) che crede ancora che il suo mestiere si faccia andando sul posto e non stando seduto in redazione davanti al monitor, come il pensionato che dormiva alla Diaz per caso, come la giovane attivista tedesca che vede i suoi ideali frantumarsi come i denti sotto i manganelli, come l’avvocato del Genoa Social Forum che offre sostegno o informazioni o come il poliziotto illuminato (Claudio Santamaria) che ferma la macelleria e chiama le ambulanze.

pollo alle prugne

Pollo alle prugne. Vivere senza gusto? No grazie, meglio morire.

Quando la vita perde gusto e non si ha più voglia di mangiare il proprio piatto preferito, allora meglio lasciarsi morire. È quello che succede a Nasser Ali (Mathieu Amalric), virtuoso del violino. Siamo a Tehran nel 1958. Quando la moglie mai amata (Maria de Medeiros) ma sposata per compiacere la madre (Isabella Rossellini) spezza il prezioso strumento per attirare l’attenzione su di lei e non sulla musica, Nasser Ali decide di lasciarsi morire nel buio della sua stanza.

Aziza

Stelle d’Oriente a ritmo brasileiro

Armonia e mistero al profumo di ambra e miele. Da giovedì 22 a domenica 25 marzo il cielo di Torino si tinge di colori, suoni e movimenti di «Stelle d’Oriente». Torna il festival internazionale italiano di danza, musica e cultura orientale organizzato da Aziza Abdul Ridha, anima dell’evento, arrivato alla sua undicesima edizione. Un’occasione per immergersi in una delle forme di espressione creativa più affascinanti, la danza orientale, (in arabo raqs al sharqi). Legata ai culti della fertilità come alla ricerca della spiritualità, unisce corpo, mente e anima in una coinvolgente ricerca di sé.

Taviani

I Taviani con Moretti a Torino: emozione, ironia e grande cinema

“Dovrebbero chiamarci guardatori di soffitti, non carcerati” recitano gli attori che, sdraiati sui letti, proiettano in alto il volto del figlio o della donna che amano o del loro passato libero. È uno dei momenti più toccanti del film dei Fratelli Taviani Cesare non deve morire vincitore dell’Orso d’Oro all’ultimo Festival di Berlino.
Si è appena conclusa al Cinema Massimo di Torino la proiezione del film con Paolo e Vittorio Taviani intervistati da Nanni Moretti.

dive

Oscar: alla fine i Lumière battono sempre Méliés

Notte degli Oscar: vince il cinema. Il film che racconta se stesso. Soprattutto vince la nostalgia per i film del passato. Ma fra la voglia di realtà (The Artist) e la seduzione dello spettacolo (Hugo Cabret) vince la fotografia del reale. Forse perché sognare fa troppa paura e bisogna mantenere un aggancio con la realtà. La battaglia fra il ben confezionato The Artist diretto da Michel Hazanavicius e interpretato splendidamente da Jean Dujardin e Bérénice Bejo e l’immaginifico, pur con qualche lungaggine, Hugo Cabret di Martin Scorsese celebra il cinema, le sue origini e la sua natura, doppia, sin dalle sue origini.

Mediazione fra vivi e morti: la sposa cadavere

Un vivace mondo dei morti e un morto mondo dei vivi. In mezzo una mediazione fra terra e cielo, colore e grigiore, amore e morte.
È quello che avviene ne La sposa cadavere (The Corpse Bride, 2005) un film di Tim Burton in stop motion, muovendo dei puppets, delle bambole, che ricalca la vicenda di Nightmare before Christmas arricchendola di un sottile tocco psicologico che aggiunge veridicità ai personaggi. Qui la lavorazione è più fluida, grazie alla tecnica gear and paddle, un complesso sistema di ingranaggi posti dentro la bambola, che consentono di cambiare, con delle brugole, l’espressione facciale.

swing

Guarda come dondolo Il ritorno dello swing

Le gambe si muovono come se non avessero ossa, con le ginocchia che vanno in ogni direzione; i gomiti e le spalle disegnano spigoli e angoli improbabili, il bacino guida il movimento mentre il peso sfida la forza di gravità. E si ride di gusto. Sembra la descrizione dei personaggi dei cartoni animati degli Anni ‘20. Effettivamente la musica, il ritmo e l’atmosfera sono proprio gli stessi. Siamo a lezione di swing: l’ultima tendenza della città che balla.

pixel artwork made of REAL PEOPLE by artist Craig Alan

Hollysuq

Questo racconto è stato premiato da Repubblica di Genova con un viaggio in Tunisia. Scritto a giugno 2009.

Genova è già sempre un po´ un suq, figuriamoci quando c´è Suq. In quei giorni la città amplifica la sua vocazione di porto, scambio, intreccio e contaminazione fra popoli, culture e sapori diversi. Sono curiosa, vengo da Torino, prima volta a Suq.

tango

Il fuoco del tango per salvarsi dalle solite Feste

Sfide di coppia, lezioni e stage sulle nuove tecniche

 

Il tango è un incontro. Tanti incontri. Quello fra l’uomo che propone e conduce e la donna che dispone e seduce. Quello fra speranze e delusioni, nostalgie e sospiri, slanci e malinconie. Quello delle gambe che si inseguono, si sfuggono e si attorcigliano su ritmi malinconici e sinuosi. Quello delle braccia che stringono e avvolgono. Quello fra gli sguardi languidi e maliziosi dei tangueri. Quello fra Torino, capitale italiana del tango con i suoi tanti praticanti sempre in aumento e il resto del mondo appassionato di questo ballo unico e spettacolare. Da domenica 25 dicembre a venerdì 6 gennaio si svolge la 9°edizione del Festival internazionale di Tango Torino Anima Tango all’Aldobaraldo (programma completo su www.aldobaraldo.net). Dodici giorni di emozioni, suoni e suggestioni.

cibi e bevande magici

Tim Burton da bere

Mele stregate, zucche incantate, fiumi di cioccolato, leccalecca giganti, pop corn sospesi, torte che fanno crescere, bevande che rimpiccioliscono. Di Tim...

Mele stregate, zucche incantat...

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