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Vita da cani: come si trattano gli animali a Mumbai su Bollywood Party

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Vita da cani: come si trattano gli animali a Mumbai su Bollywood Party

http://live.lastampa.it/Event/Bollywood_Party/101517314

“La grandezza di una nazione ed il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui essa tratta gli animali”. Lo diceva Gandhi.
Qui nel paese in cui tutto convive con il suo contrario capita di vedere le cose più contrastanti. Dai giainisti che mettono la mascherina per non ingerire involontariamente insetti e puliscono con una scopa la strada su cui poggiano i piedi per non pestare formiche alla macellazione feroce. Molti ristoranti hanno l’opzione veg e non mangiare animali è una scelta di vita frequente ma non assoluta. Di assoluto non c’è nulla in India, tutto è possibile e soprattutto niente è impossibile.

I cani
Prendiamo i cani. Per strada ce ne sono di malconci, ferocemente spelacchiati, ma tanto da vedere la carne rosa sotto la pelle, magrissimi, feriti, spesso senza una zampa o un occhio.
Nelle stesse strade passeggiano al guinzaglio, portati a spasso da padroni impettiti, cani dal pelo lucidissimo: ci sono bassotti neri a pelo raso, basset hound, labrador. I negozi di alimentazione o toeletta per animali spuntano ogni pochi passi. E il parco per farli correre sulla passeggiata lungomare di Bandra è più grande di quello con i giochi per i bambini. Spesso di incontrano giovani dog-sitter che ne portano in giro 3 o 4.

I gatti
Lo stesso discorso vale per i felini. Li incontri per strada magri e malaticci, poi li vedi nelle case affacciati alle finestre nel loro pelo maestoso. Li vedi inseguire i topi, che spesso qui sono davvero più grandi di loro, e poi vedi i padroni comprare scatolette nei supermercati.
Per cani e gatti si mobilitano associazioni di animalisti. Oggi sull’Hindustan Times c’erano le foto dei volontari che li nutrono e coccolano vicino alle stazioni.

I polli
La cosa più impressionante è come sono trattati i polli. Accatastati in gabbie minuscole, gli uni sugli altri, in modo che gli escrementi di quelli che abitano ai piani di sopra ricadano su quelli dei piani bassi. Le gabbie di ferro si vedono fuori dagli slum, sui camion, nel negozi. Dove c’è un negozio o un mercato, il camion si ferma, appende qualche pollo a zampe in giù, lo uccide e poi tutta la parte di lavorazione della carne avviene per strada, fra sangue, odore di ferro dolce e nauseante, polvere e tutto il resto. Ho persino visto cuocere cosce e petti di polli direttamente sulle gabbie, crudeltà per gli animali lì sotto che sentono cosa diventeranno.
Da quando assisto a questi spettacoli la mia lenta strada verso il veganesimo ha fatto grandissimi balzi in avanti.

I corvi e gli altri uccelli
Sono quasi venerati, questi animali così lucidi, neri e pare intelligentissimi. Per loro c’è sempre un grande lavoro, sui cassonetti e non solo. Volano bassi, certi di trovare sempre qualcosa. Ci sono voliere sovraffollate dove molti umani depositano cibo.

Capre e pecore
Anche loro circolano libere e a volte legate fuori dagli slum, a volte le vedi troneggiare sopra un cumulo di immondizia fra sacchetti di plastica e resti di cibo.

Le mucche
Si sa, le dive sono loro. Svaccate per strada, concentrare in ministalle negli slum o impiegate in lavori agricoli e non solo. Dispensatrici di doni, fra cui il latte, onnipresente nella cucina indiana, sono venerate e protette: esistono anche dei veri e propri hospice per accogliere quelle vecchie e malate.

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