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Ricicla, riusa, ripara, riduci. In India tutto è -ri

infradito

Ricicla, riusa, ripara, riduci. In India tutto è -ri

Da Bollywood Party La Stampa, 3.3.2015

Mentre noi in Europa leggiamo, scriviamo e parliamo (e a volte pratichiamo anche) di decrescita più o meno felice, di “a-crescita” e mettiamo in discussione su più fronti la parola “sviluppo” che per secoli ci è sembrata inarrestabile con movimenti Slow, dal Food ai trasporti, ecco che a Bhubaneswar, la capitale dell’Orissa, in India, ogni cosa ha ben più di sua vita, si riusa, ricicla e trasforma. Si reincarna in altro, tanto per rimanere in tema filosofico indiano.
Ad esempio le infradito. Quando si rompe la stringa di plastica che permette al piede di sciabattare sulla gomma, basta sostituirlo. Si va al Raj Mahal Square, una piazza immensa dove convergono i trasporti privati e condivisi e si fa una breve sosta dai venditori e aggiustatori di pezzi di ricambio di infradito. Pochi secondi, ma a volte anche qualche minuto et voilà… con una spesa minima si riparte con le scarpe riparate e pronte per affrontare la polvere che verrà. Senza leggere Latouche, senza appendere sul frigo orologi sulla stagionalità delle verdure e della frutta, senza pensare a chilometri zero, senza consapevolezza di star decrescendo ma semplicemente facendo la cosa più sensata.

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