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Mindfulness: diario di una mente scimmia. Il mio viaggio nel protocollo MBSR

meditazione

Mindfulness: diario di una mente scimmia. Il mio viaggio nel protocollo MBSR

Day 5 week 4

Pratico prima di colazione, fra la tazza di acqua calda di primo mattino e la doccia. Da seduta sono tranquilla, la postura è comoda. Il respiro è lineare, lo sento molto nel petto, forse c’è un po’ di tensione perché sto per lavorare a un progetto a cui tengo molto, il mio romanzo. Ho in testa una canzone indiana che parte in automatico subito dopo questa meditazione. Mi chiedo se anche quello sia un suono interno. La mente viaggia, ho voglia di prendere un aereo, penso. E torna. C’è un problema di umidità nel bagno della casa nuova, devo occuparmene. Abito in un cantiere.

La mente va e viene. Sento gli occhi liquidi, riporto qui il respiro. Mi piace la voce che mi guida, mi piace il silenzio fra una frase e un’altra.

Subito dopo cammino ed è bellissimo guardare fuori dalla finestra i fiocchi di neve. Sembra che danzino. Non sembra che cadano dall’alto ma che si rincorrano. Torno ai piedi, all’appoggio, al caldo, al freddo ma la neve è irresistibile. Penso a un amico che ha un fiocco di neve tatuato sul petto. Io non ho tatuaggi. Torno ai passi. Non ho tatuaggi perché il corpo mi piace senza. Mente dove vai? Torna! E lei torna e riparte per la neve, ogni fiocco è unico, come ogni respiro. Ecco che faccio la mindfulness della neve. Potrei farlo delle onde. Torna, senti i piedi, il peso. Sì, torno sto qui ma anche vado. Torno, vado. Suona, prestissimo, forse troppo presto, il timer.

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