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Mindfulness: diario di una mente scimmia. Il mio viaggio nel protocollo MBSR

meditazione

Mindfulness: diario di una mente scimmia. Il mio viaggio nel protocollo MBSR

Day 3 week 4
Pratico la camminata prima di colazione. Ho mal di testa e cammino con la sensazione della fronte che pulsa, degli occhi gonfi e inumiditi e della sete. Ho sempre sete praticando negli ultimi giorni.
I passi sono tranquilli nel corridoio, le distrazioni sono poche, tutto è ovattato dal mal di testa. Sento i piedi morbidi, come se avessero cuscinetti felini sotto, sento il ginocchio sinistro che scricchiola, sento gli occhi che danno fastidio. La mente va a e viene. Pensa alla danza, pensa al dopo, pensa a tornare qui. Mi torna l’immagine del guinzaglio e delle redini di Arjuna nella Bhagavad Gita che rappresentano la mente che controlla i caballi, i cinque sensi. Oddio dove sono finita. Torno qui. Torno al respiro naturale e al camminare e sposto il peso da un piede all’altro godendomi il piccolo dondolio del bacino che si fida del piede andato avanti e lo segue.
La pratica seduta la faccio dopo colazione, il mal di testa non passa e così ho in bocca una pallina di umeboshi, rimedio per riequilibrare il corpo donatomi ieri sera da una persona molto speciale.
La pallina sta fra la lingua e il palato e mi accompagna per tutta la pratica, oltre mezzora. Sento gli appoggi e sì i piedi sono diversi. Sotto il destro sento cone una forma sotto l’appoggio delle ossa da cui partono le dita, sotto il sinistro sento più una forma retta dal tallone alla punta.
Va mente va e torna, va alla danza, al diario e torna, Come fare per ricordarsi tutto? Poi sui suoni si incanta di fronte alla richiesta di osservare i suoni senza etichettarli. È difficile non pensare questa è un’ambulanza, un aereo, un gorgoglio, un telefono die vicini ma semplicemente stare. Mi accorgo che per non etichettare cerco si suonare con i suoni, vibrare con loro, come se volessi imitarli. Non so se ha senso ma capita. Torno al respiro, poi riparto verso la danza fa studiare, le cose da fare, vorrei partire per un viaggio. E il mio romanzo, cosa è meglio che succeda ora? Mi godo la piccola pausa e inizio e fine respiro, dura un microattimo. Poi tutto riprende e la campana è una campana e mi godo il suono fino alla fine e oltre.

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