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Mindfulness: diario di una mente riluttante. Il mio viaggio nel protocollo MBSR

meditazione

Mindfulness: diario di una mente riluttante. Il mio viaggio nel protocollo MBSR

Day 6 week 3

Pratico prima di pranzo. Sono in una casa diversa dalla mia seduta in cima a un divano, con solo gli ischi appoggiati. Il sole mi accarezza un piede. Con gli occhi chiusi vedo colori aranciati e rosati. Sono comoda e la mia mente è abbastanza quieta. Certo, sento il cane, i rumori diversi, anche il citofono ma cerco di stare con gli appoggi e con il naso. Sento l’aria fredda entrare e calda uscire. Sento la bellezza e la stranezza di condividere una casa, mentre io medito, il mio compagno cucina. A un certo punto mi chiedo quanto manca.

Sento le mani calde, più del solito e quando arriva la campana mi godo tutto il suono come se avesse un prima e un dpo molto lontani.

Nella camminata, che faccio sul tardo pomeriggio, sento un po’ il tempo stringere perché dopo, prima di uscire, voglio scrivere il diario.

Sta diventando sempre più importante scrivere e si allungano le pagine, forse perché mi accorgo di più cose. Oggi il pensiero va spesso al dopo, alle cose da fare, alle cose fatte. Ho ritrovato le calze tigrate di cui parlavo ieri. Sì sono molto comode per camminare e mi sento una tigre con i cuscinetti sotto i piedi. Indugio sui punti di appoggio, li ascolto. Mi rendo conto di stare andando veloce e rallento, sposto un po’ il peso verso l’esterno delle piate e poi l’interno. No, stai giocando, torna qui – mi dico. E sto qui e poi riparto, penso a cose sulla coppia e torno. Metto le mani in tasca. Meglio. I piedi accelerano di nuovo. Mi calmo, sbircio l’ora su un orologio digitale. Non manca molto. Bello camminare. E dopo poco suona il timer. A domani.

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