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Mindfulness: diario di una mente elefante da addomesticare. La meditazione continua

Mindfulness: diario di una mente elefante da addomesticare. La meditazione continua

Day 3 Week 10

Medito dopo colazione, seduta, libera ma con gli occhi aperti come suggerisce Lodro Rinzler nel suo “L’arte buddhista di riparare cuori infranti” che consiglio a ogni meditante principiante e non perché è agevole, non va letto tutto di fila ma a seconda dei problemi.

Fisso un punto a un metro e mezzo da me, la base della porta che dà su un balconcino. Gli occhi aperti, anche se sfoco lo sguardo sono subito attivanti, cambia tutto. Sento corpo, respiro, cuore, suoni, pensieri ma è più difficile.

Poi mi accorgo che gli occhi lasciati liberi, scivolano lentamente verso destra in basso, lo sguardo tende ad andare lì ma non è uno sguardo consapevole, è lo stato naturale degli occhi aperti rilassati che li porta lì.

Questa cosa mi incuriosisce. Torno indietro. Li riporto al centro in basso e loro, piano piano ripartono, li riporto qui con gentilezza e fermezza, ma lori ripartono.

Allora provo a non fare nulla, semplicemente lasciarli andare e mi accorgo che il loro viaggio prosegue sempre verso quella zona, piano piano, impercettibile.

Mi piacerebbe capire cosa vuol dire e anche se cerco di stare con tutto, corpo, respiro, suoni, pensieri, gli occhi che vanno da soli verso un punto mi occupa molte attenzioni. Troppe? Forse ma è quello che c’è ora.

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