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Mindfulness: diario di una mente elefante da addomesticare. Il mio viaggio nel protocollo MBSR

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Mindfulness: diario di una mente elefante da addomesticare. Il mio viaggio nel protocollo MBSR

Day 5 Week 5

Cammino subito dopo colazione dopo una notte faticosa. Poi vado a lavorare in agenzia. Ho male al collo, non ho dormito. Mi saltano in mente pensieri di vario genere: subito dopo la pratica voglio spostare quelle 2 cose appese, invertirle. Ah ecco il caldo del pavimento, il freddo, il peso, gli occhi sfocati. Guardo invece in una direzione precisa, cerco le cose da yoga. Stasera comincio un laboratorio di allineamento mente corpo che passa per il movimento. Non vedo l’ora. Torno qui. Vado. Torno. Sbadiglio. Sto. Cosa è l’innamoramento? Perché a un certo punto finisce? Perché l’ordinario blocca lo straordinario e non ci sente più a casa. Il passo. I piedi. Perché i tetti schiacciano le relazioni? Perché i contratti pesano ma i non-contratti non sono rilassati. Anzi.

La pratica seduta è serale, pre-cena, dopo un bellissimo laboratorio di riallineamento corpo-mente. Mi commuove sempre la sincerità e la semplicità del corpo. Tutta la fatica che faccio a stare qui seduta con suoni, appoggi e pensieri, tutta la bellezza di sentire il mio peso nella terra, l’abbandono, la forza di sedersi, e poi alzarsi in piedi e andare all’origine della danza. Lo faccio da 40 anni ed è sempre a prima volta. Torno, dove sto andando? Il respiro è un po’ affannato, nella gola, sento i confini del cuore e fanno un po’ male. Sto, gli appoggi, il respiro. Amare è voler bene a qualcuno come sappiamo e possiamo o come vorrebbe lui/lei? Ce ne accorgiamo sempre troppo tardi. Respiro, cuore, appoggi, narici. Parte una nuova catena di ex fidanzati, pochi, selezionati. Torno. La voce dice “va bene” ma insomma. Sto, non ho molta voglia. Il respiro non scende, non va oltre al diaframma. Sto con quello che c’è. Ci provo. Non è piacevole. Vorrei scappare. Stai, rispondi allo stress, non reagire. Stai. Allora sto. Mi gratto una mano che prude. Mi fa male il collo, ammorbidisco. Abito il fastidio. Che faccio a cena stasera? Sarà sbagliato cercare il silenzio in una relazione che presenta qualche aspetto problematico? Sto, respiro. Ah i pensieri come nuvole. Alcuni vanno, alcuni stanno, l’unica cosa facile e la posizione. Perdo la terra. No sto qui con la terra. Danzare era più facile. Quindi ho bisogno di questo stare seduta. Chi stra troppo nella mente invece dovrebbe danzare. Giudizio. Pensiero. Fatica. Torno, riparto, torno. Il dolore si appoggia al cuore. Domani vado dal cardiologo. Sta finendo. Di nuovo da quando dice stiamo in silenzio alla campana passa troppo poco tempo.

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