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Mindfulness: diario di una mente elefante da addomesticare. Il mio viaggio nel protocollo MBSR

meditazione

Mindfulness: diario di una mente elefante da addomesticare. Il mio viaggio nel protocollo MBSR

Day 6 Week 8

Medito al mattino subito dopo colazione con un po’ di agitazione; scelgo una guidata. Sento bene il corpo, i piedi, le gambe, i glutei, la schiena eretta e il fresco sulle mani. Penso a cosa fare col mio romanzo, ogni piede trova la sua scarpa, penso a personaggio principale e incipit. Poi sto col respiro. Lo sento bene, l’aria fresca entrare nelle narici e poi lo perdo subito dopo.

Sento il torace espandersi e i rumori del cantiere intorno. Che rumore fa il respiro fra i rumori? E che movimenti fa il mio corpo nella quiete del dopo colazione?

Forse mi si addormenta un po’ la gamba destra, devo capire come migliorare questa cosa sul mio tappeto. La mente pensa alla cura omeopatica per il cuore, poi torna qui. Altri pensieri di quiete e di guerra, altre soluzioni, forse sono inadeguata alle battaglie della vita, pensiero, torno, respiro. Forse non sono capace, uffa, giudizio, forse dovrei fare diversamente, uffa, opposizione, avversione. Meditare è una palestra per allenarsi e vivere in atmosfera protetta quello che succede nella vita, solo che qui, nella meditazione, tutte la reattività o la fuga o l’aggressività di cui siamo capaci sono senza grandi rischi. Suona.

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