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Mindfulness: diario di una mente elefante da addomesticare. Il mio viaggio nel protocollo MBSR.

Mindfulness: diario di una mente elefante da addomesticare. Il mio viaggio nel protocollo MBSR.

Day 5 Week 8

Oggi spezzo la meditazione: 10 minuti al mattino prima di andare a lavorare e il resto la sera. Al mattino cammino. Ho dormito un po’ male come quando si è tanto stanchi. Troppo. Sento bene appoggi, giri, respiro, rumori intorno a me, che sono belli presenti visto che stanno lavorando nei 2 appartamenti intorno a me. C’è il sole, aria di primavera, un po’ di leggerezza nel cuore e un po’ di pesantezza per le cose da fare oggi. Cammino, mi ancoro alla terra. Sento il bacino che ieri ha lavorato. Cammino, piano, sto con i passi e suona.

Dopo cena faccio 20 minuti di meditazione seduta silenziosa: ho il cuore che dà fastidio ma sono rilassata perché ho trovato una possibile soluzione a un problema e ho avuto una piccola gratificazione sul lavoro.

Sento gli appoggi, la schiena lunga, forse troppo rigida. Ieri muovendo il bacino a onda ho capito che spesso la schiena è troppo impostata in stile danza odissi. Comunque respiro, mi perdo, torno. Mi tranquillizzo pensando un respiro per volta, uno dopo l’altro. Poi sento le mani, e parte un pensiero. Devo scrivere ai compagni di danza. Torno. Poi sento i pochi suoni della sera. Oggi stavo impazzendo dal rumore. Poi suona la prima campana, sono passati 10 minuti, ci stavo giusto pensando. Torno respiro, corpo, suoni e pensieri. Li lascio passare e li etichetto: giudizio, pensiero, anticipazione, vuoto, ricordo, etc. Penso che non ho fatto yoga oggi, penso che domani ho un appuntamento a colazione con una persona e uno a pranzo con un’altra, in mezzo lavoro, vado, torno, pensieri, corpo, respiro, uno alla volta, senza affanno.

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