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Mindfulness: diario di una mente elefante da addomesticare. Il mio viaggio nel protocollo MBSR

meditazione

Mindfulness: diario di una mente elefante da addomesticare. Il mio viaggio nel protocollo MBSR

Day 6 Week 7

Pratico prima di cena e sperimento 20 minuti di metta e 20 di meditazione silenziosa. Con metta faccio un po’ fatica a visualizzare la prima persona, quella con cui sto bene, poi si presenta. Sento bene gli appoggi sul cuscino, il corpo, il respiro, quello che c’è, compresa una tensione da lavoro, un problema di spazio e tempo nell’organizzazione che fa sì che un mio pezzo salti e io abbia detto però di no a un altro per fare quello.

Poi arrivano le altre persone. Sento pace e poi tensione nel corpo. Quando la pratica si rivolge a me stessa e mi immagino speculare, seduta di fronte a me come una sorella gemella, che sono convinta di aver perso con la mia cisti dermoide, mi commuovo.

Che io possa stare bene, che io possa essere felice, che io possa essere in pace. Mi salgono le lacrime.

Poi rimangono lì: un po’ uscite e un po’ no. Il resto della pratica lo passo sentendo se la gravità le porterà giù o se evaporeranno p si asciugheranno.

Mi arriva un pezzo della colonna sonora de “Il cielo sopra Berlino”, quando c’è la trapezista in volo, perché ho pensato a un’amica che fa discipline aeree.

Sento l’aria fresca seccare la lacrima a sinistra, anzi forse scende, un po’ quando cola il naso e non puoi asciugarlo. Invece sta lì.

Penso a quando cerco di trattenere qualcosa e mi vergogno a lasciarlo andare, qualcosa di fisico ma ance stati d’animo ed emozioni.

Resto. Ascolto il racconto. La mente viaggia poco, ancorata al giallo delle lacrime che decidono di seccarsi, adesso brucia un po’.

Nella pratica seduta silenziosa continuo metta. Torna la canzone. Muovo un po’ le gambe nel passaggio da una traccia all’altra perché ho paura che si addormentino come ieri.

Poi sto, arriva la prima campana e mi attiva un po’, pnso ormai manca poco. Penso che domani è l’ultima lezione con il gruppo. Cosa staranno facendo i compagni? Come si proseguirà? Continuerò a scrivere il diario anche dopo il protocollo? Torno al respiro, sento il cuore spigoloso, poi sento qualcosa si fluido passare. Poi il corpo. Poi la canzone. Poi la paura delle cose che finiscono, il senso di abbandono che fa male. Stiamo con quello che c’è e vediamo.

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