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Mindfulness: diario di una mente elefante da addomesticare. Il mio viaggio nel protocollo MBSR

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Mindfulness: diario di una mente elefante da addomesticare. Il mio viaggio nel protocollo MBSR

Day 5 Week 7

Pratica serale, dopo aver lavorato in agenzia, dopo aver ritrovato le mie ali perdute nel senso della forza delle scapole e del movimento che da lì scaturisce, e dopo cena.

Comincio con 10 minuti di camminata in cui sono un po’ distratta, mi guardo riflessa nel vetro: bello il nuovo taglio di capelli, sento il male ai piedi dopo la danza di ieri e dopo essere stata calpestata con un infradito ed essendomi fatta male con la stoffa delle scarpe. Poi mi preparo per la meditazione seduta silenziosa: mezz’ora. Tre rintocchi di campana. Sistemo il mio nuovo cuscino e mi sento benissimo: la schiena lunga, le anche aperte. Penso: non devo andare in panico come l’altra volta. Oh no, così succederà. In effetti succede ma non subito.

Prima sento bene gli appoggi, le sensazioni tattili, l’aria, la postura. Poi passo al respiro ma lo forzo un po’ come quando si fa troppa attenzione. Diventa subito innaturale, forzato, faticoso. Mi sembra che non arrivi abbastanza aria ai polmoni. Penso alla telefonata con mia sorella, a un piccolo contrattempo di lavoro, alla fatica di dover risistemare un paper in inglese per una pubblicazione. È fondamentale farlo ma impaginare secondo le indicazioni è una fatica pazzesca, una delle cose che faccio più fatica a fare. Campana: 10 minuti. Riparto dall’appoggio. Subentra un po’ di affanno, poi starnutisco e mi spavento quasi. A ogni inspiro mi apro naturalmente un po’ all’indietro. Mi perdo. Ritorno. Penso alle vacanze estive. Ho voglia di viaggi e mare ma a Natale vorrei tornare in India. La mala o il mala? Deve essere femminile, fa eccezione. Ieri ne ho comprata una verde. Parto. Torno. Gli appoggi. Il respiro. I suoni. Pochi, come monete in un barattolo vuoto. Campana: 20 minuti. Piccolo sobbalzo. Ancora 10 minuti. Di nuovo un paio di ex. Prurito al polso destro. Cerco di non farlo risuonare. No, dai mi gratto e lascio andare. Prurito salta nel collo. Stavolta lo ignoro. Passa. Respiro. Narici. Suona la mezz’ora. Ho una gamba completamente addormentata. La stendo e con calma lascio che il sangue riaffluisca. Provo ad alzarmi e non mi reggo. Muovo con gentilezza. Ecco, tutto riparte.

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