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Mindfulness: diario di una mente scimmia. Il mio viaggio nel protocollo MBSR

meditazione

Mindfulness: diario di una mente scimmia. Il mio viaggio nel protocollo MBSR

Day 1 week 5

Cambio pratica a metà. Siamo a metà del percorso. Sempre 10 minuti di camminata e 30 di seduta ma qui si sono aggiunti a corpo, respiro e suoni i pensieri.

Pratico prima di andare a dormire. Sono stanca, è stata una giornata impegnativa fra luci nuove della casa e problemi annessi, tristezza, freddo e primo giorno di ciclo.

La camminata è più nervosa, come se avessi più fretta, i passi sono più vicini e arriva una canzone di cui non so il titolo e poi arriva il freddo, il corpo. Potevo andare a dormire, no? Perché eseguo sempre tuto come un soldato?

Nella pratica seduta mi porto dietro il suono del timer che segna la fine della camminata. Sono scomoda sugli ischi, infilo sotto la coperta. Ho sonno, oscillo e mi piace, allora lo faccio un po’ apposta. Ho sonno. Ma quanti dura? E il timer? È ancora lì. Mi accorgo di fare anche delle piccole variazioni sul suono.

Meglio stare sul respiro: le narici sono ok, poi mi perdo, torno. Penso al diario. Non devo dimenticare nulla. Le natiche fanno male. La pancia fa male, in basso, come un ferro da stiro che preme. Poi i pensieri come nuvole e li vedo andare e venire ma soprattutto stare. Non faccio nulla ma mi sembrano lì immobili. Mi perdo nell’immagine e nel suono. La sera la casa è silenziosa. Penso al diario, al timer, a quale pensiero è ostinato. Ripenso al film visto stasera a come raccontarlo, arrivano primi piani degli attori sensazioni. Che sonno e devo ancora fare il diario e poi suona la campana.

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