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India: Il paese dei cani rosa

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India: Il paese dei cani rosa

Da Bollywood Party, 29/07/2015 e La zampa, La stampa, 02/08/2015

Sono magri, a volte scheletrici, hanno ferite e piaghe sul corpo. Spesso sono quasi senza pelo, ed è per questo che li chiamo cani rosa. Si vede la pelle, a volta sembra di vedere anche attraverso, un primo strato di vene e tessuti. Sono i cani di strada di Bhubaneshwar. Sono tantissimi. Stanno spesso sull’asfalto, insieme alle mucche, circondati da mosche. Ogni mattina, prendendo il rickshaw, mi auguro di non prenderne sotto nessuno. Di solito va bene. Ma ho visto anche cani travolti. Nessuno si ferma. Qui dare a qualcuno del cane è un insulto. Eppure i cani rosa non sono aggressivi. Sono miti, rassegnati, a volte in lotta per una femmina o del cibo, ma per la maggior parte non danno problemi. Non sono amati. Da nessuno. Spesso le persone tirano loro sassi o acqua bollente. Non li uccidono di proposito solo per il karma, per non ritrovarsi a vivere una vita peggiore nella prossima vita. Forse perché di notte fanno un gran rumore. Forse perché qualcuno vede in loro qualcosa di negativo. Il cane è considerato animale impuro. Ho visto il brahmino che ha officiato la pooja alla Rudraksha avere un’espressione fra la paura e lo schifo quando è entrata Sayoni, il cane mascotte della scuola.

Ma l’India, si sa, è il Paese dove tutto è uno, dove gli estremi convivono e gli opposti vanno a braccetto. E così accanto a questi cani rosa, ci sono i cani a spasso al guinzaglio. I ricchi amano sfoggiarli come status symbol o moda che viene dall’occidente, e non è raro vedere labrador un po’ abbacchiati dal caldo camminare mesti a fianco ai padroni. Certo sono cani più fortunati dei cani rosa perché hanno una casa, delle crocchette che li aspettano e magari anche qualche carezza, ma certo non è il clima adatto a loro.

Qui tutto è metafora di altro. Tutto è quello che è, semplicemente, ma anche un mondo di altre cose. E così questa disparità fra cani, diventa simbolo e fotografia di una società complessa e stratificata, dove tutto convive, dove i poveri sono tantissimi ma ci sono anche tanti nuovi ricchi, dove la vita è un eterno presente e ogni istante è un regalo. Che tu sia cane rosa, o labrador al guinzaglio.

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