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Guardare nella stessa direzione: viaggiare insieme fa bene

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Guardare nella stessa direzione: viaggiare insieme fa bene

Da ragazzina mi aveva colpito una frase attribuita ad Antoine de Saint-Exupéry: “Amare non è guardarsi negli occhi ma guardare nella stessa direzione”. L’avevo scritta sul diario, quelli gonfi, pieni frasi colorate e di nastro adesivo di carta, zeppi di citazioni e cose appiccicate e biglietti e foglie secche e qualsiasi altra cosa non si volesse perdere.

 

C’è un momento in cui si guarda nella stessa direzione anche se è appena finito un litigio: quando si sale in macchina e la strada si distende sotto gli occhi. Quell’obiettivo comune mette pace, crea una tregua, riallinea gli equilibri. E se invece si sta bene e si è innamorati rinforza il benessere di condividere qualcosa di speciale e di esclusivo. Viaggiare vicini fa bene alla relazione. A volte è uno dei pochi momenti in cui persone molto impegnate possono stare insieme silenziando i telefoni e dedicandosi presenza e attenzione. A volte è un modo per raccontarsi e conoscersi.

 

Pensandoci bene, funziona così anche con le amiche, con la famiglia, con i colleghi. Un viaggio insieme è un bel modo di guardare verso una direzione comune. E naturalmente funziona anche in treno, nave, aereo e ogni altro trasporto, tandem compreso.

 

Da quando sono diventata consapevole di questo, vivo ogni viaggio, piccolo o grande, con un’attenzione diversa, un’apertura e una gratitudine per l’opportunità che sto vivendo in quel meraviglioso gerundio semovente che rende tutto unico, tanti piccoli puntini di “qui e ora” che come nello yoga si dispiegano danzando nel tempo.

 

 

 

 

 

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