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Buon anno dall’India: dove tutto è possibile. Impressioni dopo un mese.

spiaggia di Juhu

Buon anno dall’India: dove tutto è possibile. Impressioni dopo un mese.

Su Bollywood party, la stampa live blog, 1/1/14
http://live.lastampa.it/Event/Bollywood_Party/100976827

Cominciare l’anno a Mumbai è una strana esperienza. C’è gente per strada, c’è rumore, ci sono i botti ma tutto questo è come in ogni altro giorno dell’anno. Sul mare c’è più traffico, questo sì. Gente elegante per strada, bottiglie e immondizia. Ma anche lanterne volanti, che sono silenziose, funzionano un po’ come piccole mongolfiere, e non inquinano troppo.
Dopo un mese di India provo a mettere nero su bianco un po’ di pensieri sparsi:

– la profondità
per conoscere un posto bisogna starci, viverlo, respirare la sua aria, mangiare il suo cibo, prendere i mezzi, fare la spesa, vivere il quotidiano. Bella ovvietà, sì, ma sono sempre più convinta che il turismo mordi e fuggi, quello del vedere tante cose in poco tempo, sia come guardare delle foto. Bellissimo, rende l’idea, ma non ha nessuna profondità.

– la complessità
mi sono sempre illusa che mi piacessero le cose semplici. Non è vero. Mi piace la complessità, mi piace che più epoche storiche, più tempi, più filosofie, più visioni del mondo convivano; più stili, più modo di essere, più religioni, più sapori si contaminino e diventino qualcosa di unico. Effetto Bollywood. E non c’è giusto o sbagliato. O meglio ci sono tanti giusti e tanti sbagliati a seconda dei contesti. Non ci sono cose che hanno senso o che non ne hanno. Ce l’hanno per te. Tu puoi scegliere come essere e cosa volere e poi segui la tua strada, insegui i tuoi sogni e vai.

– la bellezza
Tutto è estremo: bellissimo o bruttissimo. Colori sgargianti, da mordere e odori terrificanti, come quello del pesce steso ad essiccare, profumi suadenti e cumuli di immondizia ricoperti di corvi, rumori assordanti di clacson impazziti e spezie saporitissime, tessuti meravigliosi e polvere dappertutto, smog onnipresente e quiete di persone devote in preghiera. Tutto attrae e respinge contemporaneamente. Penso a una frase delle Elegie Duinesi di Rilke “il bello non è che il tremendo al suo inizio”, questo è India.

– ogni cosa e il suo contrario
“Dove la luce è più forte, l’ombra è più nera” diceva Goethe. Anche questo è India. Ci sono gli estremi e c’è tutta la varietà possibile in mezzo. C’è la moda della westernizzazione ma c’è anche il legame con la tradizione. In questo Paese esiste l’aborto selettivo, le donne sono trattate male, ma esistono anche donne venerate perché ce l’hanno fatta. Tutto e tutto il suo contrario insieme.

– saper cogliere
“E il mio maestro mi insegnò com’è difficile trovare l’alba dentro l’imbrunire” canta Battiato in Prospettiva Nevskyi. In India non solo non è difficile ma è necessario imparare a trovare l’alba dentro l’imbrunire se no ti si strozza lo stomaco e vorresti scappare.

– la possibilità
Ogni cosa è possibile. E soprattutto niente è impossibile. Questa è l’India. Le persone hanno sogni, desideri, voglia di futuro. Non sono paralizzate da un mondo saturato come il nostro. Hanno occhi pieni di luce, volontà di andare avanti, passione, ambizioni. Non ci si ferma mai, si lavora anche di notte, non ci sono sabati e domeniche, c’è solo voglia di essere, di fare, di diventare.
In 4 su una moto, felici per un frigo nuovo, a farsi le foto nei supermegamall con montagne russe piene di bambini urlanti, in spiaggia a passeggiare, a organizzare le comparse di un film, a vendere limoni per strada, a fare ceste seduti per terra, a scolpire il legno, negli uffici, nei negozi, a portare internet in ogni casa. Perché domani sarà certamente migliore di oggi.

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