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A Cuba, Cina e Tonga alla ricerca dell’armonia con Marcello Bonfanti

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A Cuba, Cina e Tonga alla ricerca dell’armonia con Marcello Bonfanti

Da La Stampa, 30 aprile 2014
http://www.lastampa.it/2014/04/30/cronaca/appuntamenti/mostre/a-cuba-cina-e-tonga-alla-ricerca-dellarmonia-pcytmRCHzQdHpsNNTobXyH/pagina.html

Contrasti interiori che diventano forma. Lacerazioni dell’anima che urlano per liberarsi da un corpo maschile diventato prigione verso un corpo femminile, desiderato. Ricerca dell’armonia senza raggiungerla mai, attraverso abiti, accessori e trucchi. Malinconia. Profonda malinconia. Come quando i conflitti sono aperti e irrisolvibili.

Beautiful Men è un viaggio per immagini che tocca l’anima. Un percorso interiore delicato e doloroso: quello che avviene quando l’identità di genere psicologica è diversa da quella biologica. Marcello Bonfanti, fotografo milanese laureato in arti fotografiche a Londra e vincitore di numerosi premi, racconta con i suoi scatti eleganti, potenti e drammatici le drag queen di Cuba, Cina e Tonga. Tre paesi in tre continenti. Tre visioni: reprimere, nascondere e accettare. Uno sguardo sensibile, discreto, rispettoso. «Il progetto nasce per caso – racconta Bonfanti – a Cuba nel 2004. Con un’amica giornalista ho visto le drag queen del quartiere di San Isidro a L’Havana che si esibivano di nascosto in luoghi segreti perché la loro attività era vietata. Avevo sempre considerato questo genere di spettacolo come una performing art, una festa, ma sono stato colpito da questa doppia personalità, la doppia identità che non si manifesta quotidianamente ma emerge con emozioni esasperate in un contesto represso. Come ritrattista sono sempre stato affascinato dall’affermazione dell’identità». Le foto esprimono tensione e angoscia con raffinatezza pittorica quasi barocca.

Nel 2006 Bonfanti va in Cina dove segue, nei cabaret gay di Pechino, uomini che interpretano ruoli femminili, come vuole la tradizione del teatro dell’Opera interrotta da Mao. Racconta: «La luce ritaglia le figure dal buio, facendole emergere dalla clandestinità». E l’estetica si fa meno drammatica, più spettacolare e leggera ma sempre introspettiva. Ultima tappa, il viaggio a Tonga fra i Fakaleiti, due anni fa. Per tradizione antica, in questa popolazione polinesiana, alcuni bambini sono cresciuti, su loro inclinazione o per desiderio della famiglia, come bambine, con dinamiche sociali accettate e condivise. E quindi toni, anche estetici, decisamente più morbidi e naturali. «Nella scelte delle mostre che proponiamo – racconta Daniela Boni dell’associazione culturale no profit We Made for Love insieme a Dario Vestidello – cerchiamo di seguire il cuore. Per noi l’arte è ospitare fotografie di alto livello fuori dai circuiti commerciali. Le drag queen di Marcello Bonfanti ci sono piaciute per l’eleganza, l’umanità e l’assenza di effetti modaioli e da baraccone».

Inaugurazione oggi alle 18,30. Fino al 31 maggio 2014 «We made for love» Via Lodi 25 Torino (da martedì a sabato 16,30-20) www.wemadeforlove.com

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