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48 ore di silenzio, meditazione e sveglia alle 5.30: ho partecipato al mio primo ritiro e sto bene

Chandapalo

48 ore di silenzio, meditazione e sveglia alle 5.30: ho partecipato al mio primo ritiro e sto bene

I ritiri del passato

Da bambina e da ragazza ho partecipato a molti ritiri spirituali di stampo cattolico, come animata e come animatrice. Erano molto divertenti: gite, chiacchierate, giochi, preghiere, danze in cerchio, esperienze, condivisioni, amicizie e amori. Poi non ho mai più voluto ritirarmi. Non ho mai fatto con il gruppo di yoga, pur praticando con regolarità. Non so perché. Non è successo, avevo paura che fosse troppo.

 

I ritiri del protocollo MBSR

Poi è arrivato il protocollo MBSR, queste 8 settimane di corso di meditazione per ridurre lo stress e imparare a stare con le sensazioni del corpo, le emozioni e le connotazioni affettive (mi piace/non mi piace) e ci sono stati 2 bei ritiri di una giornata intera in  silenzio, senza telefoni e dispositivi elettronici, senza libri e persino senza sguardi diretti perché attivanti. Sono state giornate meravigliose di intensa ricarica e di riscoperta di potenzialità: alla fine del ritiro ho mangiato un gelato e ogni papilla era come se sentisse per la prima volta.

La base del protocollo di Jon Kabat-Zinn, biologo inventore del metodo dopo aver praticato la meditazione buddhista e aver verificato gli effetti sullo stress è proprio la vipassana, meditazione che si concentra sull’impermanenza. Invece di stare seduti pensando a “quanto manca?” si sta a sentire il contatto col corpo, poi il respiro che è sempre diverso. E si stà lì sull’ancora 1 e poi 1 e poi 1. Poi si sentono i rumori dentro e fuori e poi si osservano i pensieri. Tutto è a onde, viene, va e passa.

 

Il ritiro di meditazione

Infine è arrivato il ritiro di 2 giorni organizzato dal Sangha del Lago al Santuario della Madonna del Carmine a San Felice del Benaco con un monaco della tradizione theravada, diffusa nel sud est asiatico: Sri Lanka, Cambogia, Birmania, Laos e Tailandia. Il maestro è  Ajahn Chandapalo, l’abate del monastero Santacittarama, non lontano da Roma. Ero curiosa di sperimentarmi in una due giorni monacale con sveglia alle 5. 30 e ultimo pasto alle 12 con solo una merenda alle 18 e tante ore di meditazione. Il tutto era facilitato dal fatto di non essere da sola ma con il mio compagno che medita da più tempo di me.

Prima sera

Il primo giorno abbiamo fatto una meditazione serale dopo la merenda con tè, biscotti e cioccolato: una camminata e una seduta guidata del monaco: una persona molto accogliente. Altissimo, magrissimo, con accento superinglese, Chandapalo rende la meditazione facile e ha uno humour molto british.

Siamo andati a dormire prestissimo perché la sveglia del giorno dopo era alle 5,30. A letto la prima notte è stato terribile: fame, pancia che faceva rumori sinistri e nausea per la merenda dolce e anche nessun sonno. Mi sentivo un po’ come quando si va in viaggio verso est e vaia  dormire alle 8 di sera e proprio nulla… Sono stata lì cercando di respirare e stare. Almeno non andare in avversione. non sovraccaricare.

Primo giorno

Il giorno dopo è andata molto meglio: sveglia alle 5,30, dalle 6 alle 7 canti e meditazione, colazione. Poi pausa. Dalle 8.30 alle 12 alternanza di meditazioni camminate e sedute, guidate e libere, con domande e risposte.Le domande vanno scritte e consegnate al monaco che ha spiegato che, lasciandole libere si generavano delle conversazioni fra partecipanti con conflitto e dibattito, niente affatto utili.

Chandapalo spiega con semplicità e generosità i fondamenti del buddhismo. Ascoltarlo è un piacere. La meditazione va a momenti: in alcuni mi sento molto presente e rilassata, in altri viene tristezza e fatica, poi subentra pace e serenità, poi impazienza. cerco di imparare a vivere tutto come onde, a stare e lasciare andare. Certo il male al dorso di piedi a contatto con la terra è notevole, la schiena va bene, ora passa una mosca, la scaccio o sto? Cosa è meno disturbante? Vedi quelli esperti, hanno un cuscinotto piatto di un metro per un metro sotto il cuscino che solleva il sedere. La prossima volta anche io.

Il pranzo è in silenzio. L’unica cosa che noto è che le 50 persone che sono qui a fare questo non sorridono, sembrano cupe, ma magari sono solo in ritiro.

Dopo pranzo c’è una pausa fino alle 15 e ci sdraiamo sul tappetino da yoga in silenzio e ci addormentiamo. Dalle 3 alle 6 altre meditazioni sedute, camminate, guidate, metta, la gentilezza amorevole, bellissima, generare calore dal cuore, fra qualche colpo di sonno, qualche viaggio della mente scimmia che vede cose assurde.

Poi merenda, ma stasera mangio cose più salate e caloriche come pistacchi e noccioline. Poi meditazione dalle 19.30 alle 21.30 poi liberi. Piccola passeggiata.

Secondo giorno

La seconda notte va molto meglio. Ci adattiamo a tutto, è straordinario. Dormo, mi sveglio e sono pronta per cantare e meditare. Ho un po’ di sonnolenza a volte, poi sono radiosa, poi sperimento altri sentimenti, ascolto gli insgnamenti e l’ora di pranzo con l’interruzione del silenzio mi sembra arrivare troppo presto.

 

Il nobile silenzio

Nel silenzio non mi è mancato nulla: sono stata 2 giorni con il telefono in modalità aereo e l’ho guardato solo per vedere l’ora perché non porto l’orologio. Sono stata senza libri, senza internet, senza social, senza parole inutili, solo le strettissime indispensabili, senza tv (ma quella non ce l’ho proprio, ammetto di guardare qualche serie tv sul computer), senza sentire parenti e amici, senza chiacchierare resistendo alla curiosità di “dove hai preso questa maglietta? Come ti chiami? Cosa fai nella vita? E il senso di benessere è sorprendente.

L’unica cosa che mi è mancata è stato il contatto con il corpo, la danza o lo yoga (che si poteva praticare ma in autonomia, nel tempo libero). Confesso di aver fatto gli esercizi base del tai chi (patuanchin) in una meditazione camminata. Forse lo yoga guidato si potrebbe inserire ( e mi offro come insegnante per il prossimo ritiro).

Grazie maestro  Chandapalo, grazie Sangha del Lago, grazie monastero dove si sentivano i mantra del corso di Kundalini insieme ai canti di chiesa della messa serale e tutto era uno e tutto era pace. Ora sono pronta per un ritiro più lungo e non vedo l’ora.

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