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Tempo di tartufo bianco: i segreti per gustarlo al meglio

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Tempo di tartufo bianco: i segreti per gustarlo al meglio

O si ama o si odia. Il tartufo, tuber magnatum, non è un tubero ma un profumatissimo fungo che cresce sottoterra in simbiosi con particolari piante. Per questo è protagonista di rimboschimenti mirati.
Costa più dell’oro, ma se decidete di farvi un regalo questo è il periodo buono, meglio ancora a fine novembre. Ecco qualche consiglio per valorizzarlo al meglio.

Pulitelo con uno spazzolino non troppo duro per non rovinarlo, e non troppo morbido, per eliminare del tutto il terriccio.
Avvolgetelo in un panno di carta asciutta, poi in uno strato di carta umida e poi ancora tre o quattro fogli di carta asciutta poi mettetelo in una vaschetta ermetica in frigo. Si conserva una settimana.
Se lo usate per fare il risotto potete metterlo in frigo in un barattolo di vetro con il riso. Insaporirà il cereale.
Se lo usate sull’uovo (la morte sua), mettete le uova ben lavate in un barattolo di vetro insieme al tartufo. Attraverso il guscio poroso, i profumi agliacei, formaggiosi e muschiati, penetreranno nell’uovo, rendendolo tartufato.
Perfetto sulla carne cruda all’albese, sul risotto, sui tajarin ai 40 tuorli per chilo di farina o semplicemente sull’uovo al tegamino.
Degli effetti aperitivi, digestivi e afrodisiaci… non resta che provare.

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