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The red family: crudele equilibrio fra dovere, violenza e tenerezza.

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The red family: crudele equilibrio fra dovere, violenza e tenerezza.

Ci sono registi che non sbagliano un colpo. Kim Ki-Duk è uno di quelli. Anche se ci sono discontinuità nella sua opera, resta sempre riconoscibile per lo stile e le tematiche, spesso col rischio dell’autocompiacimento. Ma non si esce mai dal cinema indifferenti: l’emozione toglie il respiro e trattiene in sospensione in una bolla di sensazioni fortissime.
Di Red Family (Boolgeun Gajok) è sceneggiatore e produttore mentre la regia è del giovane Lee Ju Hyoung al suo primo lungometraggio.
Quattro spie della Corea del Nord sono in missione al Sud per uccidere disertori. Sembrano una famiglia felice: nonno, coppia e figlia. In realtà sono tormentati dalla sofferenza dello stare lontano dagli affetti e sclerotizzati dall’ideologia e dalla disperazione che nel caso del nonno si traduce in un tumore. Sono la famiglia rossa. Come il sangue, la politica, la passione. La violenza, la rabbia, la furia che acceca.
Quando si trovano vivere vicino a una vera famiglia: nonna, coppia e figlio, le convinzioni vacillano. La famiglia vera è litigiosa e piena di problemi quotidiani: le follie istericheggianti e naif della moglie, prodotto del capitalismo più esasperato, piena di debiti, sprecona e sopra le righe, le liti col marito, la nonna che cerca di metter pace, ma sono ance generosi e accoglienti e capaci di coccolare le spie: i ragazzi giovani si avvicinano e sembravo innamorarsi e così anche i due nonni.
Il crescendo claustrofobico e tragico ricorda un po’ l’atmosfera da Funny games fino al tragico finale. Violenza e speranza viaggiano in parallelo. Cosa può salvarci dalla disperazione? Solo l’autenticità di relazioni reali da una parte e il potere salvifico dell’arte, in questo caso del teatro, del recitare una parte, del lasciarsi abitare da ciò che è altro.
I più giovani hanno il potere di cambiare le cose e la disperazione può trasformarsi in qualcosa di diverso: un’apertura su una nuova visione del mondo.

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