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Bio, vegan, a km 0, poi la stecca: il forno a microonde. Perché?

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Bio, vegan, a km 0, poi la stecca: il forno a microonde. Perché?

Buono, giusto, pulito, a chilometro zero, ecologico, bio, vegano.
Non sono una purista del cibo, amo anche sperimentare cose marce e stellate, ma se posso, cerco di mangiare in modo da lasciare meno tracce possibili nell’ambiente e non danneggiare animali.
Così se trovo un menù vegano lo assaggio perché sono sicura che on ci sia latte e perché mi sento molto bene dopo. Senza proteine animali si digerisce meglio, non ci si sente appesantiti e la testa è più guizzante
I ristoranti bio e vegani stanno diventando carini, non più punitivi, anche allegri, e il cibo è decisamente buono, a parte il tofu, che, come il tè verde, resta una cosa che proprio non mi piace.
Quello che decisamente stona è il microonde: a parte gli effetti sulla salute, sui quali non ho elementi, c’è un’evidenza: il microonde ammazza i sapori.
Io a casa non ce l’ho, ma in giro, quando stavo in uffici, lo usavo per scaldare la verdura, la pasta, ho provato persino fare il tè.
Avete mai provato a scaldare l’acqua per il tè? Orribile. Meglio portarsi un bollitore da 20 euro e lasciarlo in eredità.
Possibile che non ci sia un’alternativa a quell’attrezzo che ammazza i sapori, ammoscia la croccantezza, pialla le papille.
Amici dei dei ristoranti bio e vegani, non vi viene in mente nulla di diverso? Vi prego, non mi obbligate e mangiare freddo o peggio ancora gelido fuori e rovente dentro perché non c’è alternativa.

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