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Pasta di farro con finocchi, noci e scaglie di lievito: buona e vegan

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Pasta di farro con finocchi, noci e scaglie di lievito: buona e vegan

Due finocchi non particolarmente in forma in frigo. Non sono adatti da insalata (e fuori la pioggia si tra trasformando in neve). Che fare?

Ecco una ricetta semplice e veloce per rianimare di gusto i finocchi spenti.
E per riscoprire il termine “infinocchiare”.
Come si sa, il finocchio esalta il sapore del vino, come ben conoscevano gli antichi osti romani, esperti nel proporre piatti a base di finocchio o finocchietto prima di far assaggiare il vino agli avventori.

Il mio chianti classico era già buono. Ed è diventato ottimo.

Occorre:
pasta di farro
2 finocchi
1 porro (o una cipolla)
qualche noce
lievito in scaglie
pepe
noce moscata

Procedimento:
Pulite e tagliare a spicchi i finocchi. Fateli bollire in acqua salata. Tirateli fuori belli morbidi con una schiumaiola (l’acqua vi serve per far cuocere la pasta) e frullateli (bastano pochissimi secondi) in modo da ottenere una crema.

Intanto, in una padella, fate tostare qualche noce, aggiungete olio evo e il porro tagliato a rondelle sottili, fate appassire.

Buttate la pasta nella pentola dell’acqua e fate cuocere. Scolate e trasferite nella padella insieme ai finocchi in crema.
Fate saltare tutto insieme. Aggiungete noce moscata e pepe.

In tavola poi potete aggiungere le scaglie di lievito alimentare. O se mangiate formaggi, il parmigiano.

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