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Primavera: tutti euforici e io spossata e ballerina

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Primavera: tutti euforici e io spossata e ballerina

Tutti gli anni la stessa storia. Arriva la primavera e tutti sono euforici e allegri. Io sono stremata. Di notte dormo male. Di giorno mi trascino. Ho sonno, fame, paura. I miei umori sonno più ballerini del solito.

 

Mi dico: è perché sono nata a novembre, la primavera è il punto più lontano da casa mia.

 

Mi dico: è per gli sbalzi di temperatura. Il mio corpo è lento ad adattarsi. patisce l’ora legale, i fusi orari, le sveglie troppo presto, le notti insonni.

 

Mi dico: è la pressione bassa. Ora mi abituo.

 

Oggi ho capito una cosa. La primavera mi disarma. Mi disarciona. Mi distrae. Mi disallinea. Mi disossa. Mi rende più fragile e più sensibile. Veste gli alberi di fiori e il cielo di azzurro ma a me spoglia. Mi toglie alibi e scuse. Mi toglie la lana e gli stivali ma non mi permette ancora di mettere i kurta e i pantaloni indiani di cotone leggeri. Tutto è più nitido. Ma solo per oggi. Domani potrebbe piovere. Anche i pensieri, le sensazioni, le emozioni.

 

Per me l’anno comincia a settembre, tutte le cose nascono in autunno: i progetti, gli amori, le amicizie, i corsi, i lavori. E quindi, in primavera puoi fare bilanci e capire dove stai andando.

 

Ecco questa primavera mi ha tolto corazze e trucchi e vestiti pesanti. Sono qui, senza guscio. Tutto ha più gusto e più profumo. Tutto entra più forte nelle orecchie e negli occhi. Tutto punge e solletica e accarezza la pelle. E le papille e i ricettori tattili si sono improvvisamente moltiplicati.

E tutto è di più. Ogni onda è più forte. per questo non mi sei mai piaciuta, cara primavera. Ma questa volta mi sento nuova. Per la prima vera volta.

 

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