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MIndfulness: viaggio di una mente elefante da addomesticare. Il viaggio continua

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MIndfulness: viaggio di una mente elefante da addomesticare. Il viaggio continua

Day 1 Week 10

Medito dopo pranzo prima di un appuntamento stressante. Scelgo la mezzora guidata. La mente è di nuovo scimmia più che elefante che almeno legato al palo ci sta: salta da un ramo a uno più alto e di gode il panorama. Ok gli appoggi, il corpo e il respiro ma c’è una specie di elettricità nel corpo: seduto non ci vuole stare. Cerco di non reagire, non andare in opposizione e un po’ funziona ma poi sento una gamba che comincia ad addormentarsi.

Torno qui alla voce che guida e che è calda e piacevole e fa un po’ casa, poi arriva un prurito a un piede. Lo ascolto finché non lo tocco per rilassarlo. Va meglio. Sento il respiro, esploro un po’ di modalità diverse, Lo sento o lo penso. Intanto penso alla palestra che ho visto stamattina e mi chiedo se c’è una palestra in centro con delle belle finestre, un posto non sotterraneo e non con l’odore da palestra. Non potrei mai correre su un tapis roulant. Oddio mente dove sei finita? Torna qui. Corpo, respiro, un leggero friggere di tutte le gambe. Respiro. Penso al dopo, al tappeto col leone. Torno. La moxa mi ha fatto bene ieri. Torno. La gamba destra è addormentata. Devo muoverla: non sente più nulla. La tocco e la muovo, questo mi attiva: aumenta il ritmo del cuore e l’agitazione. Perdo i riferimenti. Torno: suoni, rumori ma ormai mi sembra tutto strano. Sto, vado e torno con più fatica. E poi ancora e poi i pensieri sono spettinati. Vado e torno. Suona. Allungo la gamba. Meglio.

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