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Mindfulness: diario di una mente elefante da addomesticare. Il mio viaggio nel protocollo MBSR

meditazione

Mindfulness: diario di una mente elefante da addomesticare. Il mio viaggio nel protocollo MBSR

Day 4 Week 8

Ieri non ho meditato, per la prima volta ma ho danzato al festival dell’oriente e la danza odissi è una danza meditativa. Ci ho pensato mentre danzavamo Namami dedicata a Ganesh, e anche Batu.

Oggi invece medito dopo il laboratorio in cui si esplora corpo-mente e oggi c’è stato il bacino. Perfetto per il primo giorno di ciclo. Torno a casa con la luce perché c’è l’ora legale. L’umore è già cambiato. Ho voglia di meditare e così faccio la mezz’ora corpo respiro suono e pensieri. Ho una vaga preoccupazione che mi si addormenti la gamba destra. Sto sento bene gli appoggi e il corpo dolente dalla danza. Da stanchi è più facile meditare. La mente scimmia è meno scimmia e più elefante. Tira poco. E così si distrae ma torna, pensa al bacino, al lavoro di oggi, a un piccolo malinteso con un amico, a una grande tensione e incertezza con il compagno, va e torna. Il respiro si ingolfa un po’. Farò una tre giorni a Pomaia di meditazione su metta. Impensabile fino a poche settimane fa. Impensabile è un giudizio. Mollo. Mi prude il naso. Cerco di non andare in opposizione. Molla. Respiro. Penso alla zuppa di zucca. Ho proprio voglia di cucinare stasera.

Forse mi va la schiena un po’ in dietro respirando. Sento il cuore un po’ ingolfato. Sono stanca. Ci vorrebbe un weekend dopo un weekend di danza. Respiro. Suoni. Pochi. Serali. E poi pensieri, lenti, stanchi. A me piace la paratassi. Non credo di voler scrivere in un’altro modo. Però magari un altro corso di scrittura aiuterebbe a dare corpo a questo nuovo personaggio che mi è venuto a trovare.

Respiro. Sto. Suoni. Silenzio. Pensieri. Etichette. Campana.

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