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Preghiera e spettacolo. Viaggio nel mondo dell’estasi

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Preghiera e spettacolo. Viaggio nel mondo dell’estasi

Da La Stampa, 23 settembre 2014

I dervisci rotanti aprono stasera in anteprima Torino Spiritualità Musica, canto e danza come “veicoli” per ricongiungersi al divino

Una vertigine ipnotica che collega il Cielo alla Terra. La musica, il canto e la danza per arrivare a Dio. In mezzo uno strumento potente, complesso ed espressivo: il corpo umano. Sono i dervisci rotanti di Damasco ad aprire in anteprima stasera alle 21.30 al Teatro Regio la decima edizione di Torino Spiritualità in collaborazione con Associazione Culturale Musica 90. Preghiera e spettacolo in un’unico viaggio dal mondo all’estasi e ritorno per essere nel mondo in modo diverso, con la consapevolezza del mistero.

Musica divina
«Tutti gli esseri che dimorano lontano dalla loro sorgente aspirano a tornare nel luogo dove erano uniti». Così scriveva il mistico sufi Al-Rumi, capostipite dei dervisci rotanti. Ancora oggi le confraternite dei mistici dell’Islam, anche se progressivamente secolarizzate, cantano, attraverso la musica e la danza rituale, la separazione dalla sorgente originaria e il desiderio ardente di ricongiungersi al divino, attraverso il respiro di Dio: la musica. Danzare è dunque preghiera, meditazione in movimento, ricerca del divino ed espressione della purezza del cuore. Chi si esprime con la danza compie un percorso personale di purificazione. Il termine deriva dal persiano e dall’arabo darwish che significa «povero», «mendicante», e si riferisce alla necessità di liberarsi dalle passioni mondane per elevarsi a Dio. L’anima è imprigionata nel corpo e nel mondo e attraverso la danza può liberarsi dai fardelli terreni. La musica permette all’anima di raggiungere uno stato di equilibrio, sensibilità e veggenza.

La «sikke»
Le braccia sollevate puntano una verso il cielo e una verso la terra, la testa è reclinata e coperta dalla «sikke», il cappello allungato di lana e il corpo si muove in tutta la sua verticalità avvolto da ampie gonne lunghe fino ai piedi che amplificano la rotazione. Il canto avvolge, il corpo gira, il gruppo ruota, come i fanno i pianeti intorno al Sole, in un’eterna armonia da celebrare con religiosa devozione.
I dervisci non si possono definire artisti, sono infatti una vera e propria confraternita religiosa che unisce ricerca spirituale, danza e canto, con l’obiettivo di riavvicinarsi a Dio, in virtù dell’origine divina della musica al suono delle percussioni e dell’ud, uno strumento a corde simile al liuto.

I movimenti ipnotici
Canti religiosi, concerto spirituale e la danza estatica detta «hadra», prendono corpo attraverso i movimenti ipnotici e i canti dei sufi. Questi mistici dell’islam, la cui arte risale al XII secolo, hanno tramandato attraverso diverse confraternite, dal Marocco al Medio Oriente, i testi e le pratiche dei primi maestri sufi, la corrente mistica dell’Islam. Un’eredità raccolta anche dal gruppo di Noureddine Khourchid, composto da sette componenti della confraternita Shâdhiliyya, e anche due danzatori della confraternita Mawlawiyya, la prima radicata nel mondo arabo, la seconda in Turchia, a Konya, vera patria dei dervisci rotanti. Il repertorio dell’ensemble è costituito dai canti religiosi dell’Islam, conosciuti con il termine «inshad»: invocazioni e lodi divine che spaziano da elogi al Profeta a preghiere sulla sua nascita, la sua ascesa notturna, i suoi miracoli e la sua vita, ma anche canti sull’amore e l’ebbrezza divina in una continua osmosi fra sacro e profano, spiritualità e vita quotidiana.
Biglietti: poltrona alta visibilità 35 EURO, intero 23, ridotto Amici di Torino Spiritualità 20.

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