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Pina Bausch: la meraviglia e la fatica di danzare con un genio

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Pina Bausch: la meraviglia e la fatica di danzare con un genio

Da La Stampa, 29.09.2017

 

Ci sono artisti che rappresentano punti di non ritorno. C’è un prima e un dopo di loro. Arrivano, creano meraviglie, spezzano convenzioni che sembravano inossidabili e lasciano uno stuolo di epigoni. Niente è più come prima. Pina Bausch era ed è così.

Sulla musa del teatrodanza sono state scritte molte pagine da critici e studiosi. Persino molte tesi di laurea. È la prima volta, però, che un libro racconta Pina Bausch dal punto di vista di chi con lei ha lavorato per tanti anni, giorno per giorno.

Si chiama “Con Pina Bausch” il volume scritto da Jo Ann Endicott, storica danzatrice del Tanztheater Wuppertal. Lo presenta Leonetta Bentivoglio, critica, giornalista e amica della coreografa, al Circolo dei Lettori domani alle 18, insieme a Gigi Cristoforetti.

Jo Ann Endicott era una giovane ballerina australiana dal talento e dal carisma unici quando Pina Bausch la conobbe e la volle con sé. Il libro è un diario di bordo passionale che trasporta sulla carta la magia, ma anche la fatica e le altalene di vivere con un genio per oltre 35 anni. All’inizio come splendida protagonista delle prime sperimentazioni, poi come assistente e formatrice. Sua la supervisione del “Kontakthof”, con over 65 visto a Torino nel 2008.

“È un volume molto viscerale – sostiene Bentivoglio – che racconta del rapporto di un’interprete con una sorta di madre, dea e despota, una miscela di amore e odio. Il libro è pieno di devozione ma anche scandalistico, per certi aspetti, perché non risparmia la sensazione di essere stata plasmata, prosciugata e condizionata e di aver vissuto intensi momenti di ribellione”. È questo il rischio di mettersi al servizio di un’artista geniale che lavora con l’interiorità: splendido ma non facile avere a che fare con lei, essere materia viva nelle sue mani, con la propria anima nuda.

Pina Bausch era molto poco intellettuale, sfuggiva a ogni tipo di domanda perché era tutta emozioni. Le sue dita affusolate ed eleganti parlavano più di lei; i suoi occhi profondi, curiosi e sofferenti, così presenti e così altrove, dicevano molto più del suo “Questo è quello che è” col quale disarmava ogni intervista. Tutto sembrava piccolo al suo cospetto. Così tremendamente umano.

“Nel libro – continua Bentivoglio – c’è una parte molto commovente sulla fase depressiva che Endicott ha attraversato alla morte di Pina Bausch nel 2009, come se fra le due ci fosse una sorta di simbiosi”.

“Con Pina Bausch” offre un punto di vista nuovo per comprendere il lavoro della grande coreografa che ha cambiato per sempre la danza e non solo.

Bentivoglio non ha dubbi: “L’eredità di Pina Bausch riguarda tutte le arti sceniche dal vivo. Ha influenzato molto anche la messa in scena operistica con l’irruzione dei mondi naturali nella lirica. Oltre ad aver proposto la frattura fra tecnica e danza che fa procedere il racconto al di là della abilità e la composizione ad affreschi in cui più prospettive convivono come nei quadri di Hieronymus Bosch”.

Venerdì ore 18

Circolo dei Lettori via Bogino 9

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