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Il museo va a una festa di carnevale per trovare fondi e un nuovo pubblico

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Il museo va a una festa di carnevale per trovare fondi e un nuovo pubblico

Martedì notte all’Hiroshima dj e danza indiana e orientale

Da La Stampa, 16-2-2015

Come si veste un museo che va a una Festa di Carnevale?
L’occasione per scoprirlo è martedì sera alle 22. L’Hiroshima Mon Amour organizza insieme al Mao – Museo d’Arte Orientale – «Una notte al Museo. Carnival Party per il Mao». Festa in maschera con l’obiettivo di raccogliere fondi per il Museo. L’ingresso costa 5 euro. Musica e danza per un nuovo modo di essere museo, più vicino alle persone con dj set per ballare dal rock a Rino Gaetano, passando per i Depeche Mode e una performance di danza orientale con le Aziza Dance Project e di danza folk indiana con Nad/Antonella Usai. E premi alle migliori maschere a tema orientale (ma non è obbligatorio travestirsi).

Il progetto
«Ci siamo accorti – spiega Patrizia Asproni, Presidente della Fondazione Torino Musei – di avere un pubblico più giovane rispetto ad altri musei. Così abbiamo pensato di portare il museo fuori dal museo per raccogliere fondi da investire in attività di sviluppo. L’obiettivo è far scoprire ai torinesi un luogo unico nel panorama italiano, una realtà che sta diventando un punto di riferimento per raccontare le culture altre, così importanti nella geopolitica mondiale. Il pubblico è aumentato molto e le aperture notturne al Mao, che si trova nel Quadrilatero, attirano molti giovani». Una nuova sfida per la cultura, che «si spoglia di elitarismo per andare incontro al pubblico attraverso nuovi linguaggi. Un Museo deve vivere anche avvicinando la cultura della notte e offrendo un alto livello di spettacolo» chiude la Asproni.

Il programma
Ed ecco le due proposte di danza dal mondo. Le Aziza Dance Project guidate dalla coreografa Aziza porteranno in scena una classica danza orientale «raqs sharqi» con velo e una «melaya», danza alessandrina che si balla con la melaya, appunto, uno scialle rettangolare nero ornato di pon pon e pailletes, sotto il quale si celano abiti corti e tacchi. «Uno stile teatralizzato e giocoso – racconta Aziza – in cui le danzatrici devono essere graziose e ammiccanti, maliziose e femminili, seduttive ma con classe. Una danza di corteggiamento che è anche un gioco e una sfida». A proposito dell’iniziativa alla quale ha aderito con entusiasmo, Aziza pensa che sia «bello avvicinare un pubblico diverso, più ampio e non di nicchia».

L’altra India
Suoni, ritmi e colori dell’India con il gruppo Nad diretto dalla coreografa e danzatrice di bharatanatyam e di danze folk e tribali indiane Antonella Usai. Saranno due danze folk, Garba del Gujarat e Kalbelia del Rajasthan. «La prima nasce in occasione della festa dedicata a Durga ma poi si colloca in momenti diversi, la seconda è acrobatica e spettacolare», racconta la Usai. «Ho scelto due stili facilmente avvicinabili da un pubblico occidentale per i costumi, lo stile e la gestualità. Le danze si svolgono in cerchio ed è la comunità che emerge, non le individualità». L’iniziativa la entusiasma: «È interessante che un museo faccia festa, e poi oggi è un giorno speciale: è Carnevale, ma anche Mahashivaratri, festa dedicata a Shiva».

Come vestirsi
Per quanto riguarda il costume, l’Oriente offre una vasta gamma di ispirazioni: incantatori di serpenti, geishe, origami, ninja e dragoni passando per il capodanno cinese che si festeggia in questi giorni.

Hiroshima Mon Amour
Via Bossoli 83 – Torino

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