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Dalla Gallia alla Galizia. Giorno 3: trenino e monastero nella roccia.

Artouste

Dalla Gallia alla Galizia. Giorno 3: trenino e monastero nella roccia.

Partenza per Artouste, dove c’è il trenino più alto d’Europa secondo la lonely e secondo i francesi. Gli Svizzeri ne rivendicano uno più alto e non sono i soli. Si prende la funivia e poi eccolo. Rosso e giallo, scoperto, serpeggia a 2000 metri. Sembra un trenino per bambini nelle città di mare, invece è il treno che trasportava operai, viveri e materiali alla diga di Artouste negli Anni Trenta. Come una giostra: si entra in un lungo tunnel stretto e umido, con le gocce di acqua che cadono addosso, il rumore dello sferragliare amplificato e la sensazione che da un momento all’altro possano spuntare i fantasmi e poi via, tagliando la montagna fra marmotte e prati e cielo blu. Poi si scende e si arriva alla diga camminando una ventina di minuti. Il binario è unico per cui il treno si ferma in alcune aree di scambio lungo il tragitto. Il percorso completo dura un’ora e mezza andare e altrettanto tornare.


Ci mettiamo in strada e verso la Spagna, visitiamo Jaca con la sua cattedrale e puntiamo al meraviglioso monastero di San Juan de la Peña, uno straordinario complesso religioso incastonato nella roccia a 1.200 metri di altitudine fra boschi di pini e silenzi infiniti. Sembra quasi che la roccia lo voglia inghiottire e parte della costruzione è effettivamente dentro la roccia. L’abbiamo visto su Bell’Europa di agosto e ce ne siamo innamorati ma dal vivo è ancora più affascinante. Fondato nel X secolo, nel Seicento di sdoppia dando vita a un monastero nuovo che oggi ospita un museo e un hotel.
La leggenda vuole che un giovane nobile di nome Voto stesse cacciando un corvo quando cadde in un burrone. Invocò san Giovanni Battista e per ringraziare di non essersi ammazzato, divenne eremita insieme al fratello. Ecco perché San Juan de la Peña (del dirupo). I monaci ne attirarono altri e negli anni della Reconquista, in cui i sovrani cattolici si ripresero i regni musulmani di Spagna, oltre a preghiera e contemplazione, i monaci divennero esperti di armi. La parte più antica è quella mozarabica, lo stile preromanico iberico che fonde elementi islamici e visigoti. Poi venne la regola di San Benedetto e la costruzione di un nuovo livello. Tappa del Cammino di Santiago, luogo in cui forse è stato custodito il Sacro Graal, è stato soggetto a numerosi incendi. Forse anche qui erano custoditi dei misteri. La parola “monastero” comprende quasi la parola “mistero”.
La cosa più sorprendente in assoluto è il chiostro romanico del XII-XIII secolo. I capitelli presentano scene della Genesi, della vita di Gesù e di San Giovanni. Guida che ruba il pesce dal piatto di Gesù nell’ultima cena fa grande simpatia.

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