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Dalla Gallia alla Galizia. Giorno 1: colline e misteri catari.

castelli catari

Dalla Gallia alla Galizia. Giorno 1: colline e misteri catari.

Prima tappa del viaggio di 15 giorni in Cinquecento gialla decapottabile per poter cogliere i venti, i cieli, le onde, i profumi dell’oceano.

Siamo partiti da Torino presto e abbiamo fatto una sosta ad Aix-en-Provence dettata più dal traffico autostradale che da una scelta precisa, abbiamo scoperto una città gradevole con le sue piazze, i negozi, la cura che hanno le cittadine francesi. Abbiamo mangiato da Spok, cantina creativa in un garage, semplice ma molto carina con vaschette di carta e posate in materiali ecologici, sacchetti di carta per i panini e bibite bio.

Ci siamo poi avventurati nei fascinosi villaggi catari, pieni di castelli, rocche, misteri. Sembra di fare un viaggio nel tempo e quasi di rivivere le battaglie dei crociati contro i catari, gli albigesi accusati di eresia.
In realtà i catari (puri) si battevano soprattutto contro la ricchezza e la corruzione della chiesa. A me piacciono.
Da queste parti sono custoditi, o almeno ambientati, alcuni dei misteri diventati oggetto di letteratura o cinema di successo: Gesù si sarebbe trasferito qui con Maddalena. Il sacro Graal sarebbe qui. Ci sarebbero tesori nascosti.
Misteri o no, il navigatore impazzisce e ci fa girare in tondo su viette meravigliose fra colline, alberi, casette in pietra e distese di grano. Ci sentiamo come Benigni e Troisi in Non ci resta che piangere, immersi a Frittole. Dormiamo a Quillan che troviamo non senza fatica. Per fortuna sono tutti gentili e ci indicano la strada.

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