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Una vegana carnivora: ossimoro
o schizofrenia?

Da quando sono allergica al latte, non solo al lattosio ma anche alle proteine del latte, come la caseina che si trova praticamente ovunque, farine, lieviti, mieli, vini bianchi, surgelati, ho una doppia vita. Quando mangio a casa sono vegana (e lì le proteine del latte non ci sono, come non ci sono le uova) e quindi cereali (riso, farro, orzo, pasta ma non tutta va bene), legumi, verdura, tofu, seitan, tempeh e frutta a volontà.
Quando sono fuori o in viaggio mangio pesce (se sono sicura che non sia surgelato) o carne e quindi tagliate, bistecche, picanha alla pietra. Senza burro, ovviamente, è la cosa più semplice e meno a rischio. E insalatone. Insieme a prosciutto e melone (il prosciutto crudo è senza lattosio, tutti gli altri sono a rischio). Questa necessità di mangiare carne quando si è fuori viene dal fatto che molti cereali o verdure sono stati cucinati in modo non sicuro, a volte sono surgelati, imburrati, infarinati o ammollati in qualche salsa o anche solo nel vino.
Più mangio carne fuori e più mi desidero fortemente il cibo vegano.

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Hong Kong nel portafoglio: un regalo di Paola

Veronica ha una banconota da 10 dollari di Hong Kong nel portafoglio. È un regalo del suo compagno, che, poco dopo averla conosciuta, sul lavoro, è partito per Hong Kong. Le distanze aiutano a sentire ciò che si desidera senza distrazioni, nonostante il brulicare assordante dei una città magicamente caotica. Quando è tornato, le ha fatto un regalo. Prezioso, perché lì la loro storia è diventata progetto.
Viola ha un 10 dollari di Hong Kong nel portafoglio: sono un regalo del marito. O meglio, sono un ricordo del suo viaggio di nozze fatto prima del matrimonio. Sì perché a lei e al suo allora fidanzato piace l’autunno e per andare a vedere la vendemmia in Nuova Zelanda sono partiti a marzo. Prima si sono sposati a New York. Una splendida scusa per portare due fedi, sentirsi speciali e tornare nella prima meta del loro primo viaggio deciso dopo 3 giorni che si frequentavano.

Mestre Pelè

Festival Senzala con Mestre Pelè: a capoeira que vem do coraçao

Mestre Pelè ha il sorriso leggero di chi prende la capoeira con la massima serietà. Di più. “La capoeira è la mia vita” racconta.
Nato a Rio de Janeiro, è in Europa, prima in Portogallo e poi in Italia, da 10 anni. Per questo insieme al 5 Festival Internazionale Capoeira Senzala, cominciato oggi e che continua fino a domenica 29 aprile festeggerà anche il suo compleanno europeo.
Durante la settimana rode di capoeira, ma anche tanto altro: jongo, antico ballo popolare il cui l’ombelicata, il colpo di ombelico della coppia è il protagonista, maculelè, la danza dei bastoni, canto e musica.

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