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le onde del mare svelano l’intreccio fra storia e tragedia: Live Cargo

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le onde del mare svelano l’intreccio fra storia e tragedia: Live Cargo

Le onde, il mare che inghiotte e affascina, che fa affiorare o annegare il meglio e il peggio di ognuno dei personaggi fra pesca, turismo e traffici illeciti. “Live Cargo”, di Logan Sandler risplende in un bianco e nero elegante, potente e maestoso.
Una giovane e bellissima coppia, lei bianca e bionda e lui di colore, decide di andare in una piccola isola delle Bahamas dopo aver perso il figlio appeno nato.
Il posto è familiare a Nadine (Dree Hemingway), che ci veniva da bambina e che qui ritrova gli amici di sempre, chi le ha insegnato a nuotare e le regala la sua fiocina tanto lui ormai non si immerge più. Può suggerire al marito Lewis (Straight Outta Compton) di guardare l’orizzonte se si sente male in barca.

 
Il mare, il sole, la bellezza, tutto accarezza come vento leggero un dolore forte che sembra non passare e dividere sempre più la ragazza dal marito.
Nel bianco e nero che avvolge e seduce di snodano tutte le sfumature del sentire, fra contrasti che non sembrano trovare pace in un movimento continuo che ha il sapore delle onde.
E così l’isola ha personaggi e regole sue: c’è il trafficante di esseri umani che usa barche rubate per trasferire haitiani negli Stati Uniti, c’è il vecchio patriarca che mantiene le regole a modo suo, c’è il ragazzo giovane, timido, manipolato da tutti e senza dimora che dichiara “sono disposto a uccidere per una come Nadine”, c’è la moglie del trafficante che scopre gli orologi rubati ai turisti “e non sono neanche veri”, c’è il falò con la musica dei tamburoie la danza in riva al mare, c’è l’alcool e la sensazione che qualcosa di molto pericoloso e illecito stia per succedere. La tragedia sembra sempre all’orizzonte.

 
Tutto è onde, come quelle che sembrano avvicinare di nuovo Nadine e Lewis: succede dopo il naufragio, quando Lewis abbraccia e cerca di tenere sveglio Jean Pierre mentre Nadine coccola il piccolo André che ha perso la mamma e tra poco anche il papà.
Commovente e pieno di suspence, l’opera prima del giovane regista è stata presentata con successo al Tribeca Film Festival.
L’isola è un mondo a sé dove convivono gli esseri umani dediti alla pesca e al turismo, con l’onnipresenza degli elementi naturali: i temporali tropicali, la corsa delle nuvole nere, i fulmini, la luna.
Meravigliosa la scena di immersione in apnea di Nadine e il duetto con un piccolo squalo.
Mercoledì 23 alle 11.15 al Reposi 1
Giovedì 24 alle 16.46 al Lux 1

 

Su La Stampa, 23.11.2’16

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