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I racconti dell’orso al TFF: la surreale magia del Nord

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I racconti dell’orso al TFF: la surreale magia del Nord

Su La Stampa 25 novembre 2015

O si odia o si ama. Dipende dalla disposizione d’animo, dal rapporto che si ha con l’estetica del vuoto condita da elementi surreali, coi libri di Arto Paasilinna e con la magia della natura incontaminata del Nord Europa. “I racconti dell’orso” dei giovani Samuele Sestieri e Olmo Amato non può lasciare indifferenti. Una bambina si addormenta in auto e inizia a sognare: il paesaggio esteriore di alberi che scorrono sul finestrino si trasforma in una favola onirica stralunata. I protagonisti del film sono uno strano monaco meccanico, che pare venire da un mondo di fantascienza arrugginito, vestito con un saio marrone, faccia sghemba con cerniera al posto delle labbra, braccia e gambe metalliche e un uomo in calzamaglia-tuta rossa che lo avvolge completamente senza neanche i buchi per bocca e occhi.
I due si rincorrono in un paesaggio desolato, rarefatto e affascinante con gli alberi riflessi nei laghi e la luce fredda e argentea del Nord. Siamo fra Finlandia e Norvegia e il film è stato girato in soli 40 giorni con un progetto low budget: i due personaggi sono soli e ricoprono tutti i ruoli: registi, interpreti, direttori della fotografia, operatori delle riprese.
Il vagabondare parte da un affannoso inseguimento in cui l’omino rosso scappa da quello meccanico, poi l’inseguitore chiede alle renne se hanno visto l’inseguito. I due, insieme, incontrano un orsetto di peluche ferito, dalla cui pancia esce la gomma piuma. Il ritrovamento permette ai due di riconciliarsi, di dialogare con un balbettato “lalalala” e tentare un salvataggio dell’orso che l’omino rosso ricuce con un filo rosso.
Ma niente da fare, né l’intervento né le preghiere al sole, alla luna e agli spaventapasseri possono salvarlo. Bisogna dirgli addio poeticamente sul lago, e vederlo allontanarsi su una zattera. Meravigliosa la distesa di spaventapasseri che pregano il sole: chi desidera una collana di diamanti, chi i capelli, chi vorrebbe eliminare le mosche, chi essere più alto. Fra stranezze e una luce magica, che allarga occhi e cuore quel che conta è non essere soli.
Oggi alle 22.30 al Reposi 3, domani alle 9.45 al Reposi 3, venerdì alle 15 al Lux 3.

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