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Ho scritto un romanzo: “Non più, non ancora”

papaya

Ho scritto un romanzo: “Non più, non ancora”

Partiamo dalla fine. Il 14 marzo esce il mio primo romanzo. Si chiama Non più, non ancora e ha trovato casa da Golem edizioni. Sogno di scrivere da quando sono bambina. Ho sempre vissuto di scrittura con il giornalismo e la pubblicità. Ho scritto saggi, blog, tesi di laurea, master, dottorato, interviste, pay-off, spot radiofonici. Scriverei sempre, ma no, il romanzo è un’altra cosa.

Il tormentone

Per tanto tempo ho mandato via le storie che venivano a trovarmi con scuse varie. Dal lavoro al tempo alle stelle. Poi è successo qualcosa di inevitabile: mi si è piantato davanti un masso puntuto, pesante e urgente che pungeva, tagliava e schiacciava. Mi faceva stare male quando amici e amiche pubblicavano qualcosa, ero invidiosa e odiavo esserlo. Poi sono diventata ipercritica nei confronti di ogni riga, mia e di altri. Insomma un’oscillazione fra “io lo farei meglio” e “non ce la farò mai”. Ma non era finita: è arrivata la fase del pianto. Piangevo povera vittima del “nessuno mi capisce” o del “che lo faccio a fare” e poi mi sono stufata delle mie stesse scuse e paranoie. Mi annoiavo da sola.

La svolta

Dopo un po’ di oscillazioni, lagne e scalpiccii, sono stata messa a un angolo da una persona molto vicina e che a sua volta scrive. Faceva freddo, eravamo alla stazione di Bologna. Da lì ho cominciato, senza scuse. Avevo due personaggi in testa che mi erano venuti a trovare. Li ho lasciati incontrare e risuonare dentro di me. Li ho ascoltati. Li ho accompagnati sulle pagine bianche, soprattutto lei. Ho frequentato una scuola di scrittura e tante altre cose. Ma non voglio raccontare tutto in un post solo, lo farò a puntate, un feuilleton di cosa c’è dietro un romanzo.

La cosa importante è che mi sono concessa la possibilità di fare la cosa che amo di più al mondo: sentire le parole che danzano sul foglio bianco e lasciarmi portare da loro. Non so come è il risultato. Di sicuro non potevo non scrivere.